
In oltre 25 anni di attività al fianco delle aziende, abbiamo osservato un problema ricorrente: la gestione inefficiente delle immagini. A volte i nostri clienti utilizzano fotografie scattate direttamente dallo smartphone, che generano file di dimensioni enormi: talvolta 5, 10 o persino 20 MB per una singola immagine. Queste dimensioni eccessive non sono quasi mai necessarie per l’utilizzo web, e finiscono per rallentare significativamente il caricamento del sito, compromettendo l’esperienza utente e il posizionamento sui motori di ricerca. Comprendere quando e come utilizzare il corretto formato delle immagini può fare una differenza sostanziale nelle performance del vostro sito.
La scelta del formato giusto per le proprie immagini può fare una notevole differenza nella gestione del sito web aziendale, ma anche nella creazione di contenuti social o nella preparazione di materiale di marketing.
PNG e JPEG, pur essendo nati negli anni ’90 e l’emergere di nuovi formati, sono ancora gli standard più diffusi. Ma qual è la differenza tra loro? E soprattutto, quando e perché dovremmo convertire un’immagine da PNG a JPEG?
Comprendere i formati: PNG e JPEG a confronto
Prima di parlare di conversione, è importante capire le caratteristiche fondamentali di questi due formati.
PNG (Portable Network Graphics) utilizza una compressione senza perdita di dati (lossless). Questo significa che quando salvate un’immagine in PNG, tutti i dati originali vengono preservati completamente, indipendentemente da quante volte riaprite e risalvate il file. Di conseguenza, la qualità rimane intatta, ma i file PNG tendono a essere più voluminosi.
JPG o JPEG (Joint Photographic Experts Group) impiega una compressione con perdita di dati (lossy). Questo metodo scarta strategicamente alcuni dati dell’immagine per ridurre drasticamente le dimensioni del file, anche fino al 90%. Un’immagine di 20 MB in PNG potrebbe diventare 2 MB in JPG, senza che la differenza di qualità sia percettibile all’occhio umano, almeno a livello di visualizzazione standard.
I nuovi formati immagine
Negli ultimi anni sono emersi nuovi formati immagine di nuova generazione che offrono vantaggi significativi: compressione più efficiente, supporto HDR, trasparenza, animazioni e profondità colore superiore.
I principali formati emergenti sono:
- WebP: Sviluppato da Google oltre 10 anni fa, offre una compressione decisamente più efficiente del JPEG e supporta sia trasparenza che animazioni.
- AVIF (AV1 Image File Format): Formato open-source sviluppato da Alliance for Open Media, già supportato dai principali browser da più di due anni e utilizzato da molti e-commerce per ottimizzare il caricamento delle pagine.
- HEIC (High Efficiency Image File Format): Già in uso da Apple per il salvataggio delle foto su iOS e su alcune fotocamere mirrorless.
- JPEG XL: Il successore designato del JPEG, con compressione superiore, supporto CMYK e profondità colore fino a 32 bit.
Tuttavia, nonostante i loro vantaggi tecnici, l’adozione completa di questi formati richiede ancora del tempo. PNG e JPEG rimangono attualmente i formati più compatibili e universalmente supportati, motivo per cui comprendere la conversione tra questi due resta fondamentale per la gestione quotidiana delle immagini web.
Quando convertire da PNG a JPEG?
Non esiste una scelta “universalmente corretta”: dipende dal vostro caso specifico.
Velocità di caricamento del sito web
Se il vostro obiettivo principale è la velocità, la conversione a JPG è vantaggiosa. I file JPG più compatti si caricano significativamente più rapidamente, migliorando l’esperienza utente e il ranking sui motori di ricerca. Per un e-commerce o un sito di portfolio fotografico, questa è spesso la priorità assoluta.
Fotografie e immagini naturali
Le fotografie scattate con fotocamere digitali o smartphone sono gli scenari ideali per il formato JPG. I gradienti morbidi tra i colori e le transizioni naturali della fotografia si comprimono eccellentemente con il metodo lossy, senza che l’occhio umano noti differenze significative. Un paesaggio, un ritratto o una foto di prodotto guadagneranno in leggerezza senza perdere qualità percettibile.
Condivisione e archiviazione
Se dovete inviare immagini per email o condividere file rapidamente, JPG è la scelta pratica. Le dimensioni ridotte facilitano il trasferimento dati e risparmiano spazio di archiviazione, elemento particolarmente importante se gestite centinaia di immagini.
Stampa fotografica
Per stampe fotografiche professionali, il JPG è adatto, specialmente se impostate un livello di compressione non elevato (qualità molto alta, 90-95). La perdita di qualità sarà praticamente impercettibile nelle stampe tradizionali.
Quando mantenere il PNG?
Ci sono situazioni in cui la conversione a JPG sarebbe un errore:
Immagini con trasparenza
PNG supporta gli sfondi trasparenti, JPEG no. Se avete un logo con sfondo trasparente o un’immagine che deve sovrapporsi ad altri elementi, il PNG è praticamente obbligatorio.
Grafica e testo
Loghi, icone, disegni vettoriali e immagini ricche di testo mantengono una nitidezza impeccabile con PNG. La compressione JPEG creerebbe degli artefatti visibili attorno ai bordi netti rendendo il testo sfuocato.
Qualità di stampa superiore
Se state preparando materiali per la stampa ad alta risoluzione, come brochure professionali o cataloghi, il PNG preserva ogni dettaglio senza compromessi.
Immagini da editare
Se prevedete di modificare l’immagine ripetutamente nel futuro, PNG è la scelta migliore. La compressione lossy di JPG causa una perdita di informazioni ogni volta che risalvate: modificate, salvate, modificate di nuovo, salvate ancora e la qualità degrada progressivamente.
La pratica della conversione
Convertire un file da PNG a JPEG è ormai semplicissimo, grazie a numerosi strumenti online e software vari. Piattaforme come Canva, Adobe Express, iLoveIMG e Convertio permettono di effettuare la conversione in pochi clic: basta caricare il file PNG, selezionare JPEG come formato di destinazione e scaricare il risultato. Questi strumenti forniscono piani gratuiti e funzionalità premium, non richiedono installazioni e funzionano direttamente dal browser.
Per molte attività grafiche utilizziamo Canva, che nel mio libro (Intelligenza Artificiale nella vita di tutti i giorni) ho definito “Il coltellino svizzero – lo studio di design AI”. Se dovessi scegliere un solo strumento per iniziare a creare contenuti visivi, dovrebbe essere questo. Canva è nato anni fa come una piattaforma online per “non-designer” (per creare post social, presentazioni, CV, ecc.) e di recente ha integrato un potentissimo set di funzioni AI.
Per lo scopo di questo articolo, Canva mette a disposizione uno strumento gratuito per la conversione di file da PNG a JPEG. Nella pagina ci sono le istruzioni e numerosi altri strumenti per gestire e convertire immagini in formati diversi: da JPG a PNG, da JPG a PDF, da JPEG a JPG, editor di foto, da SVG a PNG, da HEIC a JPG, da HEIC a PNG, da WEBP a JPG, da WEBP a PNG.
In molti casi, durante la conversione, è importante impostare il livello di qualità appropriato. Un setting di 90-95 preserva praticamente tutta la qualità visiva mentre riduce significativamente le dimensioni. Un’impostazione sotto al 60 inizia a creare artefatti visibili, specialmente in aree di colore solido o nei cieli.
